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Intervista ad Alberto Angela: piace, è record di ascolti

La cultura è vincente anche in TV, ogni puntata fa il pieno di ascolti

L’intervista al portatore sano di cultura. Alberto Angela, amato e seguitissimo storico e divulgatore scientifico, è passato con il programma Ulisse – Il Piacere della Scoperta 2018 su Rai1 di sabato sera dopo il successo avuto per tanti anni su Rai3 con ottimi ascolti.

È uno dei conduttori più seguiti, capace di raccontare e svelare luoghi, capolavori artistici e personaggi con il suo stile pacato e appassionato senza mai annoiare, anzi, è anche idolo del web ormai da anni, che ultimamente si è allargato ai figli, che attirano giovani fan, ma la famiglia è molto riservata.


Quali sono le novità di Ulisse sulla rete ammiraglia?

«Il passaggio da Rai3 a Rai1 non ha cambiato ajnima e perosnalità del programma. L’unica cosa un po’ diversa è il modo di mettere insieme le storie, si sta più attenti al ritmo e il programma si è arricchito ricorrendo alle nuove tecnologie, con inquadrature ed effetti speciali.

In tutte le puntate Luca Ward è la voce narrante e Gigi Proietti interpreta alcuni dei testi più importanti della storia della letteratura mondiale.

I quattro argomenti sono stati scelti molto accuratamente, uno per episodio: la Cappella Sistina per affrontare il Rinascimento, la vita e la figura di Cleopatra dove mostreremo il suo pssibile volto seocndo la ricostruzione dei RIS, parlaremo dello Shoah da una prospettiva insolita e infine la vita della principessa Sissi raccontato nella sua vita quotidiana».

Un programma di cultura il sabato sera. Quando eri piccolo, cosa guardavi il sabato in TV?

«Il sabato sera che ricordo era quello dei varietà con i grandi della televisione: Mina, Walter Chiari, Paolo Panelli. Mi emoziona essere messo oggi nella loro collocazione. Nel servizio pubblico ci devono essere cultura e qualità.

E il fatto che ci siano il sabato sera è un bel segnale per tutti. Chiaramente è anche una sfida e per me anche una responsabilità, una scelta coraggiosa che cerchiamo di portare avanti».

Ti sei chiesto come mai i giovani ti seguono tanto su questi temi?

«Forse il fatto di essere padre aiuta a conoscere i ragazzi ma ciò che è importante è conservare la curiosità che hai sempre avuto da bambino che diventa un linguaggio con cui raggiungi tutti. Bisogna uscire dalla palude di termini complicati e andare sul pratico e soprattutto bisogna far uscire le persone dagli ambienti scientifici e storici».

Tuo padre e i tuoi figli ti seguono?

«Sì, mi seguono, con mio padre non ne parliamo molto sinceramente, mentre i miei figli guardando i miei programmi, fanno apprezzamenti sulla puntata dicendo che magari quell’aspetto di un determinato argomento non lo conoscevano e ne sono rimasti sorpresi o incuriositi. Alla fine dei conti le cose che hai raccontato loro lo ritrovano in tv, il linguaggio è sempre lo stesso e secondo me questo è essenziale: riuscire ad avere un linguaggio naturale e comune con tutti: figli, amici o chiunque si incontri».

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