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Caso Stefano Cucchi: la confessione del carabiniere

Il colpo di scena sul processo Cucchi

Nessuno si aspettava un colpo di scena che scompaginasse l’andamento del processo per identificare le cause e gli eventuali colpevoli della morte di Stefano Cucchi.

Dopo 9 annidi dibattimenti contro 5 carabinieri accusati del presunto pestaggio, uno di loro, Francesco Tedesco, ha raccontato ai magistrati cosa è realmente accaduto la notte del decesso:

«Secondo quanto messo a verbale da Tedesco, Roberto Mandolini sapeva fin dall’inizio quanto accaduto, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro furono gli autori del pestaggio su Cucchi e Vincenzo Nicolardi, quando testimoniò nel primo processo, mentì perché sapeva tutto e ne aveva parlato in precedenza con lui».

Parole che cambiano le sorti del processo e aggrava la posizione degli imputati.

Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che in questi anni si è battuta per far emergere la verità sulla morte del fratello, finalmente può gioire e su Facebook:

«Processo Cucchi. Udienza odierna ore 11.21. Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi».

CHIEDERE SCUSA ALLA FAMIGLIA

Ma dal mondo della politica qualche voce fuori dal coro c’è sempre e non tutti son pronti a ricredersi.

Per esempio, l’ex parlamentare Carlo Giovanardi: «Di cosa devo chiedere scusa? Mi rimetto alle autorità giudiziarie e ai processi, che si fanno nei tribunali, e quando i processi si concludono con una determinata sentenza, l’accetto pienamente. Cucchi fu picchiato 16 volte dagli spacciatori, tutte le perizie dicono che la prima causa della sua morte era la droga».

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